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Jan Frodeno l’anno scorso aveva battezzato il percorso di questa gara “il più bello del mondo”: sulla base della mia - modesta - esperienza, non posso fare a meno di dargli ragione.

 

Nuotare nelle acque cristalline del mare del sud della Sardegna e pedalare ammirando gli splendidi paesaggi che da Chia portano a Porto Pino, costeggiando bellissime baie come la Tuerredda, è un’esperienza che soddisfa anche gli atleti più esigenti.

 

L’altro lato della medaglia, di cui essere consapevoli, è rappresentato dalla difficoltà del suddetto percorso.

 

Le acque di questo tratto di mare sono spesso agitate, infatti quest’anno c’erano onde alte e mi risulta che anche l’anno scorso le condizioni fossero simili. Il tracciato della frazione SWIM è stato modificato in extremis: l’uscita all’australiana inizialmente prevista sulla spiaggia di Chia è stata soppressa, e la distanza complessiva leggermente ridotta. Nuotare in queste condizioni non è stato per niente semplice.

 

Il tracciato della frazione BIKE si snoda in parte sulla costa e in parte nell’entroterra, ed è abbastanza impegnativo a causa dei continui sali-scendi e del rischio di incontrare vento contrario (che quest’anno per fortuna non si è fatto sentire). Alcuni atleti che conosco hanno sottovalutato la frazione ciclistica e, avendo un po’ “esagerato” nella medesima, si sono poi trovati in difficoltà durante la corsa al punto di doversi ritirare. Per fortuna io sono riuscito a dosare bene le mie energie e il mio impegno, anche se non nascondo che ho trovato la seconda frazione molto impegnativa. È stato divertente incrociare intorno al 30^ chilometro il vincitore, Daniel Fontana, di ritorno dopo il giro di boa (calcolate quanto fosse il mio distacco a quel punto…).

 

La frazione RUN è meno interessante dal punto di vista paesaggistico, trattandosi di un tracciato completamente piatto che si sviluppa lungo le vie intorno al Chia Laguna Resort: un bastone di 5 km da percorrere 4 volte. Nella terza frazione ho patito soprattutto il caldo, per fortuna i frequenti ristori mi hanno consentito di bere e di bagnarmi con costanza.

 

L’organizzazione complessiva della gara è stata buona, forse l’unico aspetto da migliorare riguarda la zona cambio, per via degli spazi un po’ ridotti e dell’assenza di “comodità” (wc, rastrelliere porta sacche, etc.). Il pacco gara era molto valido, costituito da uno zaino, un antivento e una maglietta tecnica. Bella anche la medaglia finale.

 

Da quanto sopra potete capire che concludere questa gara, bella ma impegnativa, mi ha regalato una grande soddisfazione.

 

Un altro aspetto positivo della breve vacanza è stato il soggiorno al Chia Laguna Resort: la struttura è molto curata e a fine aprile è interamente dedicata alla community del triathlon. Trascorrere qualche giorno con tanti amici e con personaggi noti del mondo dello sport ha reso la permanenza ancora più piacevole.

 

Voglio chiudere questo mio breve resoconto con un consiglio: l’anno prossimo andate a gareggiare Chia, di sicuro non ve ne pentirete! Concedetevi qualche giorno di permanenza, per vivere a pieno l’atmosfera dell’evento e la bellezza dei luoghi.
(Matteo Marzan)



02/06/2018


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