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Carissimi,
Con un po’ di ritardo desidero fare un breve resoconto della mia seconda esperienza alla SPARTATHLON.
Innanzitutto non posso che confermare nuovamente come questa sia la più prestigiosa ultramaratona al mondo sotto diversi aspetti: cast dei partenti, rappresentanza di atleti provenienti dalle più svariate nazioni, lunghezza e durezza del percorso (con tratti panoramici e pericolosi), tradizione, organizzazione (davvero precisa e certamente non facile) e partecipazione del pubblico che fa sentire importante e unico ogni singolo atleta.
Come già accennato in precedenza, l’avvicinarsi a questo appuntamento (il più importante dell’intera stagione) è stato molto difficile, non tanto dal punto di vista fisico quanto a livello mentale: ho avuto alcuni problemi personali che hanno minato il mio equilibrio e quindi mi sono presentato al nastro di partenza con molte perplessità e non sicuro di me stesso.
In questa edizione della Spartathlon non ho avuto a disposizione un equipaggio di supporto e quindi è stato tutto un po’ più difficile da organizzare e pianificare, sia prima che durante la competizione. Infatti ho sempre corso portando un leggero e poco ingombrante zainetto tecnico. 
Il primo contrattempo si è presentato poiché ho sbagliato a mettere i numeri di identificazione sulle borse da lasciare ai vari punti di controllo/passaggio. Me ne sono accorto dopo qualche ora di gara e ho dovuto parlare (cosa tutt’altro che semplice per via della lingua) con un giudice e fare un paio di telefonate per risolvere la cosa. Fortunatamente, alla fine ho trovato tutte le borse nei punti distribuiti lungo il tracciato (ma non lo zaino con gli effetti personali all’arrivo in hotel).
Nonostante l’imprevisto, mi sentivo bene e i primi 120 km ho corso bene su dei buoni ritmi divertendomi con altri compagni di avventura. Nell’ascesa al monte, e soprattutto nella successiva discesa, il tempo è cambiato velocemente e per alcune ore ha piovuto a dirotto, con vento fortissimo e freddo intenso. Naturalmente tutti i concorrenti si sono dovuti cambiare, indossando indumenti che proteggessero dall’acqua, dal vento e dal freddo. Abbiamo sofferto tutti molto e alcuni di noi sono stati costretti al ritiro. Anche io, ad essere sincero, ci ho pensato. Un altro problema è stato quello della torcia che cadendo si è rotta; fortunatamente ne avevo una più piccola di scorta (che ho dovuto però portare in mano).
Superata la nottata non mi sentivo affatto bene, anche per una forte crisi di nausea che non riusciva a passare. La stanchezza e i dolori alle gambe aumentavano di km in km, tant’è che l’ultima parte di gara è stata difficilissima. Nuovamente ho pensato al ritiro. Fisicamente ero KO, ma sono andato avanti solo grazie al mio carattere e temperamento.
Sono stato così sorpassato da numerosi concorrenti e sono arrivato, veramente stremato e prosciugato dalle energie, al traguardo di Sparta dopo circa 34 ore, peggiorando quasi di 1 ora il tempo dello scorso anno (posizione 158). Sicuramente in altre condizioni avrei potuto migliorare il mio personale, ma sono comunque molto soddisfatto del risultato: ho portato a termine la mia seconda Spartathlon consecutiva, cosa non facile .
Oggi posso guardare con fiducia al futuro, alla prossima edizione, perché desidero tornarci e vorrei migliorarmi, malgrado la carta di identità a mio sfavore.
Sono stato via una settimana, veramente bella, a contatto con corridori di tutto il mondo; un’esperienza unica.
Un grazie a tutti gli organizzatori e volontari che con il loro contributo hanno reso possibile una manifestazione di altissimo livello tecnico.

Ho perso circa 5 kg di peso e sono stanco; adesso dopo alcuni giorni di recupero inizierò la preparazione in vista delle classiche maratone autunnali anche se non ho ancora stilato un dettagliato programma gare.
Termino con i ringraziamenti: alla mia famiglia che mi sostenuto e supportato, alla mia società #happyrunnerclub, agli amici di via Salieri #iragazzidiviasalieri, agli amici di S.Giovanni a Piro, dell’ospedale S.Paolo ... al cardiologo Dott.Diego Salerno, al fisiatra Dott. Gianluca Concardi, al Prof. Marco Rovati, al team ITALIA presente alla Spartathlon (in primis Andrea) e a tutti gli sponsor personali che in questi anni mi hanno sempre sostenuto con grande FORZA e FIDUCIA. Grazie, GRAZIE DI CUORE :
#Andromeda1966 #GeSa #Pacer #ilpuntodivista #Emmeffe #verdepisello
#BvSportitalia  #MBT #Enervit #iousobooster #farinePassioni 
Un grande abbraccio
#TripRunner

Qui potete leggere l'articolo di Gazzetta sulla Spartathlon 2016


 


12/10/2017


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