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Avevo deciso con molti mesi di anticipo di partecipare all’IRONMAN 70.3 Switzerland, questo era l’obiettivo principale della stagione prima che mi venisse l’idea - insana ? - di iscrivermi all’IRONMAN di Cervia del 23 settembre. La chiusura anticipata delle iscrizioni quindi non aveva rappresentato un problema per me, però se voi doveste decidere di partecipare a questa gara in futuro dovrete tenere conto del fatto che potrebbe andare sold-out anche con molte settimane di anticipo.

Il viaggio in auto da Milano a Rapperswil-Jona, nel cantone di San Gallo, è abbastanza agevole e normalmente richiede 3-3,5 ore.

Il sabato sono arrivato a Rapperswil intorno all’ora di pranzo per recuperare il pettorale e le varie sacche all’Expo; anche questa volta il pacco gara mi ha deluso, la solita tracolla con logo IRONMAN :-(

Sbrigato abbastanza velocemente il “check-in”, mi sono subito accodato a un gruppo di atleti che con un paio di guide si apprestavano ad effettuare lo Swim Training nelle acque del Lago di Zurigo. Per l’occasione l’organizzazione ha fornito una seconda cuffia con il logo dell’evento, che in piscina a Milano farà la sua bella figura. Una volta in acqua ho scoperto che il lago è abbastanza freddo a giugno e le acque non sono proprio trasparenti: l’anno scorso a luglio avevo partecipato al 5i50 di Zurigo e il medesimo lago mi sembrava decisamente più caldo e limpido, infatti allora ci avevano fatto gareggiare senza muta.

Dopo aver mangiato un piatto di pasta al pomodoro che ho pagato uno sproposito e aver fatto il solito giro nell’area shopping, nel pomeriggio mi sono diretto in albergo a Lachen, che dista circa 15 minuti in macchina da Rapperswil.

La sveglia la domenica mattina ha suonato abbastanza presto, intorno alle 05:30, per concedermi tutto il tempo necessario per una sostanziosa colazione. Prima delle 07:00 ero già in zona cambio, a sistemare le borracce sulla bici e a gonfiare le gomme.

Se dovessi trovare un aspetto negativo a questa esperienza, oltre al costo spropositato dei ristoranti in Svizzera, direi che questo è stato proprio la pianificazione del giorno della gara: la zona cambio è stata chiusa alle 07:30, ma la partenza della mia batteria era prevista per le 09:25… due ore di attesa sono state veramente lunghe!

Dopo aver visto partire quasi tutti gli atleti, finalmente tocca a noi Age Group M45: dopo essermi tuffato, l’acqua mi sembra più calda rispetto al giorno precedente, anche se in realtà la temperatura era di solo 13-14°. Ho nuotato per i 1.900 m del percorso in modo abbastanza sciolto, e in poco più di 40 minuti ho traguardo la passerella per uscire dalle acque del Lago di Zurigo. Una uscita poco agevole, a dire la verità, perché per evitare la melma e le rocce si deve nuotare fino all’ultimo metro e farsi aiutare dai volontari per rialzarsi.

La zona cambio era ben organizzata, con tanto di tende per cambiarsi all’ombra. Dopo pochi minuti ho iniziato la frazione BIKE, su un percorso che prevedeva due giri ad anello di circa 41 km ciascuno. Ho trovato subito un buon ritmo di pedalata e percorso i primi 10-11 km a una media di circa 34 km/h, prima di incappare nella salita “delle Streghe”. La salita fino a Witches Hill non è particolarmente lunga, ma è impegnativa: 1,3 km con una pendenza del 7%. Dopo un tratto meno ripido si incontra The Beast, un muro di soli 300 m con una pendenza di oltre il 13%. L’ultima salita fino a Goldingen è lunga circa 4 km con una pendenza media del 6%. A seguire ci sono circa 15 km di discesa veloce, che portano sul lungo lago per i 10 km finali praticamente in pianura.

Conclusa la frazione BIKE in 3h 5’, ad una media finale di 27,5 km/h, effettuo il secondo cambio ed inizio la frazione RUN.

Capisco ben presto che iniziare a correre alle 13:30 con circa 27 gradi centigradi e il sole a picco non mi avrebbe aiutato: per i primi 15-16 km ho tenuto un buon ritmo, mentre gli ultimi 5 km li ho passati a bere e a cercare le spugne per bagnarmi!

Come per il percorso BIKE, anche quello RUN prevede due giri ad anello. Il percorso non è facilissimo, per via di alcuni tratti non asfaltati in mezzo ai campi e del passaggio sull’argine di un fiume, ma soprattutto per via della “Stairway to Heaven”. Questa è una salita di non pochi gradini fino al castello di Rapperswil, nel centro della città vecchia, che sembra messa lì appositamente per “tagliare le gambe” agli atleti.

Al secondo giro del percorso RUN, oramai “cotto” dal gran caldo, uno sconosciuto tifoso italiano mi incita in modo molto esuberante proprio mentre salgo i gradini della Stairway, e così trovo la carica giusta per arrivare fino in fondo e concludere la mia gara in 5h 50’.

Ancora una volta tagliando il traguardo alzo le braccia al cielo e sono felice di avere concluso anche questa fatica. Se non avessi sofferto così tanto il caldo negli ultimi chilometri, probabilmente sarei riuscito a finire con 4-5 minuti di anticipo. Resta il fatto che queste sono gare di resistenza, quindi arrivare in fondo è già di per se un successo.

Concludendo: Rapperswil è una gara fantastica, per i bellissimi paesaggi del percorso BIKE e per il tifo caloroso della gente. Non è un gara facile e il livello medio degli atleti è alto. Tante persone ritengono che sia il 70.3 più bello d’Europa quindi… l’anno prossimo tocca a voi!

(Matteo Marzan)



14/07/2017


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