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Una Happy-pacer alla CorriPavia.

Quando hanno annunciato che per la CorriPavia cercavano dei pace-makers non ci ho messo più di un attimo a prendere in mano il calendario: 5 ottobre, nessun particolare impegno, perfetto!
Non sono una grande atleta, ho un personale alquanto misero sulla mezza maratona: 1:44:27, ma visto che vengono previsti anche i palloncini per le 2 ore mi dico: “quello è il mio posto... sono allenata, a meno che mi azzoppi durante il percorso, è un'andatura che non fatico a tenere!”
Mando immediatamente una mail candidandomi e con mio piacere e sorpresa Cesare Monetti, incaricato dall'organizzazione, mi risponde subito... “ma sei sicura? Allora d'accordo!”.
Passano le settimane e avvicinandosi la data cominciano ad arrivarmi le mail con i dettagli, l'elenco dei nomi dei pacers per i diversi obiettivi di tempo, i moduli da compilare... incrocio le dita che non ci sia qualche contrattempo che mi impedisca di partecipare, ci tengo molto e fortunatamente tutto fila liscio.
4 ottobre, la vigilia: la matematica non è esattamente il mio forte, più volte durante le gare mi sono trovata in difficoltà con i tempi e le andature a far conti mentali... bisogna arrivare preparati! Calcolo i tempi parziali e cumulativi, redigo una scaletta al computer, preparo tutto il necessario e mi tuffo nel letto già emozionata... un'emozione diversa dal solito però: domani non sarà la mia gara, sarà la gara di qualcun altro che conterà su di me per non riceverne una delusione.
Ecco che è arrivato questo 5 ottobre: Pavia mi aspetta, il banco dei pacer è vicino a quello dei pettorali nel cortile del Castello... già per strada incontro, saluto e abbraccio tanti amici e compagni di Happy Runner Club. Il mitico Lyon, che dopo 21 mezze in 21 settimane ancora continua a correre, Marco, sempre con l'aria di uno appena cascato giù dal letto e la sua contagiosa allegria partenopea. Poi si comincia a fare gruppo: c'è Giovanni, che presto si trasferirà all'estero e ci mancherà!, Luca e Raffaella gli Happy sposini, Nicola che correrà con Christine la 10 km, i giovani razzi Valerio e Matteo, gli ultra-maratoneti Luca e Giuseppe, i giganti buoni Roberto e Giuseppe, l'infaticabile e tenace Happy girl Carolina.
Anche Paolo “The President” trova il tempo di venire a salutare tutti e a fare una foto di rito, naturalmente anche nell'ormai immancabile “posa Colella”.
Ci scambiano pronostici sui tempi, impressioni, sorrisi e incoraggiamenti.... e io cambio la mia maglia biancorossa per indossare quella ufficiale giallo fluo da pacer delle 2 ore, con tanto di doppio palloncino rosso legato alla mia solita coda di cavallo.
Già un po' ansiosa, arrivo alla partenza con anticipo e ritrovo Igor al quale è stato assegnato il mio stesso tempo. Concordiamo come comportarci lungo il percorso.
Ci si avvicinano alcuni atleti... “siete i pacer delle due ore? Allora io vengo con voi”.
Parole magiche... non è semplice spiegare che piacevole responsabilità sia quella di sentire che qualcuno si affida a te per cercare di concludere una gara in un determinato tempo.
Per le due ore, spesso non si tratta di atleti esperti nè superallenati... al contrario, questo è un obiettivo che ha come portabandiera molte donne, spesso i principianti, chi non ha tanto tempo per allenarsi, qualche podista d'antan... insomma, è l'obiettivo di tempo che funge un po' da spartiacque tra chi si sente un runner e chi invece fatica ad esserlo... e chi corre da qualche tempo lo sa.
Per questo mi emoziona tanto stare con loro: sono persone che devono impegnarsi molto, che più facilmente perdono motivazione, che più probabilmente rischiano di fare gli ultimi chilometri camminando... non sono passati che pochi anni da quando anch'io ero come loro, quanto mi piacerebbe trasmettere l'energia positiva di sentire che come me anche loro ce la possono fare!
Cerchiamo di stare abbastanza a ridosso della linea di partenza... il nostro tempo verrà calcolato dallo sparo e non è il caso di perdere subito decine di preziosi secondi.
Il gruppo è probabilmente numeroso, ma la calca iniziale ci impedisce di capire chi abbia deciso di correre con noi e chi sia lì intorno in modo casuale.... comunque si va.
Passati i primi 4/5 km comincia a delinearsi un'andatura costante, qualcuno ansima già, qualcuno invece chiacchiera, Igor e io ci confrontiamo su tempo e passo, andiamo bene.
Il percorso è abbastanza articolato: nel centro storico della città, con l'antica pavimentazione che tra sampietrini e ciottoli non è delle preferite dai podisti; ci sono vari falsopiani che mentre aiutano poco in discesa, si fanno purtroppo sentire in salita; poi in più parti si corre lungo il naviglio, prima in una direzione, poi in quella opposta.... tengo d'occhio l'altra sponda e mi accendo di ulteriore entusiasmo individuando le maglie dei miei compagni Happy Runner: quasi tutti sono più avanti di noi, li incito urlando e chiamo per nome chi riesco a riconoscere.

Lancio attraverso il naviglio i miei pensieri positivi in particolare a Luca Manto, col pettorale n. 1.
Nel frattempo cominciamo a conoscerci con chi corre nel nostro gruppo... qualcuno è più comunicativo, qualcun altro se ne sta tranquillo in disparte, a qualcuno manca già il fiato... lancio sguardi alle mie spalle per capire se comunque stanno tutti bene, il ritmo è buono ma non siamo neanche a metà gara... La terza pacer Annamaria resta in fondo a chiudere il gruppo e mi dispiace un po' non riuscire a conoscere meglio anche lei.
Come immaginavo, tra noi ci sono diversi neofiti, qualcuno che dichiara di essere alla prima esperienza sulla distanza, molti comunque alle prime volte, due donne, Lucia e Giorgia, corrono da qualche mese ma hanno già un bel passo, c'è anche un arzillo signore decisamente avanti con l'età.
Igor e io cerchiamo di alleggerire l'atmosfera, si parla, si scherza, si sollecita il silenzioso pubblico ad applaudire ed incitare al nostro passaggio... con scarso risultato, per la verità!
Non importa, l'andatura non mi appesantisce troppo e quindi ho fiato a sufficienza per riempire le orecchie dei nostri (poveri) seguaci.
Passiamo il 10' km., il 13'.. abbiamo perso qualche secondo sulla tabella, cerchiamo di accelerare un pochino e purtroppo il gruppo si va assottigliando, quasi sempre perchè qualcuno resta indietro, quasi nessuno ha l'energia per scalare la marcia e cercare di anticiparci.
Lucia e Giorgia tengono duro, ma hanno bisogno di incoraggiamento che Igor e io non lesiniamo nei confronti di nessuno... “spingi e tira” si arriva anche al successivo ristoro e spugnaggio, ma al 15simo chilometro capiamo che oramai i “sopravvissuti” sono davvero pochini, abbiamo perso ancora secondi sulla tabella di marcia, quasi impossibile riuscire ad aumentare il passo in modo da portare il nostro esiguo gruppetto al traguardo delle due ore previste.
Giorgia mi sta più possibile a contatto di braccio, mi ha preso come suo riferimento e questo mi rende orgogliosa, ma la vedo affaticata e col respiro affannoso.... continuo con le mie storie, i miei aneddoti, chiedo a chi ne fosse stufo di mandarmi pure “a quel paese”, stranamente invece mi dicono di continuare, le mie chiacchiere li distraggono... “forza dai ragazzi, non mollate!”.
Al 17simo chilometro siamo davvero ormai alla spicciolata... Giorgia, un ragazzo atletico con la maglia “Cognizione 0”, un podista di Opera e un paio di altri.... con Igor e Annamaria decidiamo quel che ci sembra meglio: lei continuerà per mantenere il passo dell'obiettivo 2 ore, noi no: che senso avrebbe accelerare ora con l'inevitabile risultato di lasciarci alle spalle, per giunta scoraggiati, proprio i 4 o 5 amici che ci sono riusciti a seguire finora?
“Non si lascia indietro nessuno”... e un bel vaffa al traguardo delle 2 ore!
Fortunatamente per Giorgia, c'è un bel momento di ricarica energetica, condito da una certa commozione (per lei e per me)... i suoi bambini la aspettano ad una curva e urlano “forza mamma!”.
Siamo di nuovo nel centro di Pavia, di nuovo quei sampietrini, di nuovo quei falsopiani che mi rendo conto devono davvero pesare al nostro gruppetto che ad ogni minimo ostacolo ormai rallenta.... passo caramelle di zucchero, incito loro, chiedo ai passanti di applaudire, “dai, siamo all'ultimo chilometro, sono davvero gli ultimi 5 minuti, stringete i denti!”

Alla fine del rettilineo si vede finalmente il gonfiabile blu dell'arrivo, Giorgia è stanchissima, sta proprio tirando fuori le ultime energie, Igor ed io la prendiamo per mano e finalmente... CI SIAMO!!!!  

Scoppia a piangere lei, piango io, ci abbracciamo sudate fradice, due sconosciute all'arrivo di una mezza maratona...
Dopo pochi secondi passano ad uno ad uno gli altri irriducibili, tutti danno un “cinque”, qualcuno mi regala un sorriso stravolto e un “grazie”, con “Cognizione zero” ci facciamo una foto.
Resto ancora lì, con Chiara la coordinatrice dei Pacers che mi chiede cosa provo, mentre il mio sguardo va a cercare gli altri che abbiamo lasciato indietro. Anche l'Happy gigante Giuseppe manca all'appello... passano i minuti e non arriva!
Finalmente riconosco da lontano la sua figura, ha avuto problemi muscolari e si è fermato un paio di minuti.
Ora posso davvero andare, sento che il mio compito è finito... datemi da bere!!!

Grazie a CorriPavia per questa opportunità e a chi mi conosce e supporta sempre per l'amicizia e l'affetto che sono il carburante del mio entusiasmo.

(Roberta Lonati)



06/10/2014


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